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Chieti

Cgil Chieti lancia la raccolta firme: l’Assemblea di Montemarcone ha dato il via alla campagna

Chieti. Ieri mattina, nella Sala Polivalente di Piazza Ignazio Silone a Montemarcone di Atessa, la CGIL Chieti ha dato il via ufficiale alla raccolta firme sulle due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla CGIL nazionale: “La salute è un diritto”, per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, e “I diritti non si appaltano”, contro il dumping e lo sfruttamento nei contratti di appalto.

All’evento hanno partecipato tra gli altri, il capogruppo PD in consiglio regionale Silvio Paolucci, il sindaco di Chieti Diego Ferrara, il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, Francesco Taglieri capogruppo movimento 5 stelle in consiglio regionale, Il segretario Provinciale di Sinistra Italiana, Michele Marino e Paola Cianci responsabile lavoro e diritti PD Provinciale.

L'”Assemblea delle Assemblee” ha riunito lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini, aprendo una campagna che tocca temi largamente sentiti nel territorio.

«La partenza ufficiale di questa campagna per la raccolta firme è un momento importante per rimettere al centro il tema degli appalti ( stesso lavoro, stesso salario, stesse tutele) e della sanità ( la salute non può essere trattata come una merce e sottoposta a vincoli di bilancio ). Le persone non sono meri numeri, ma sono i soggetti attorno a cui ricostruire il futuro del Paese nella dignità del lavoro, della salute, dell’istruzione e nel sociale.», ha dichiarato Franco Spina, Segretario Generale CGIL Chieti.

«Il sottofinanziamento del sistema sanitario universalistico è un tema che il Partito Democratico denuncia da tempo – ha dichiarato Silvio Paolucci – condividiamo in pieno il disegno di legge che vuole portare il fondo sanitario al 7,5% del PIL: le conseguenze di anni di tagli sono sotto gli occhi di tutti, dalle liste d’attesa alle prestazioni che non vengono più garantite. Più sanità e meno armi, mi verrebbe da dire. Troppe deregolamentazioni si scaricano sui lavoratori, e con loro sui cittadini e sui pazienti. Sposiamo entrambi i disegni di legge: il confronto con la CGIL ha sempre prodotto risultati concreti per la nostra regione». La prima proposta chiede di portare il finanziamento pubblico al SSN al 7,5% del PIL entro il 2030, di rimuovere ogni tetto alla spesa per il personale sanitario, di vietare l’esternalizzazione delle attività assistenziali dirette e di potenziare i servizi territoriali: dalla medicina di base ai consultori, dalla salute mentale alle cure domiciliari per gli anziani. L’obietti o è invertire il declino di un sistema pubblico sempre più sottofinanziato e sempre meno in grado di garantire assistenza universale. La seconda proposta affronta il nodo degli appalti: chi svolge lo stesso lavoro deve avere gli stessi diritti e lo stesso salario, indipendentemente dall’azienda formalmente datrice di lavoro. Il testo prevede l’equiparazione automatica del trattamento economico e normativo per i lavoratori in appalto che svolgono mansioni coincidenti con quelle del committente, estende le tutele ai lavoratori autonomi, rafforza la responsabilità solidale del committente e introduce l’assunzione diretta a tempo indeterminato in caso di appalto illecito. La raccolta firme è aperta. «Insieme per difendere diritti, servizi pubblici e lavoro dignitoso».

«Le proposte di legge presentate dalla CGIL sul rilancio della sanità pubblica e sulla tutela dei lavoratori negli appalti sono più che condivisibili – dichiara Fancesco Taglieri capogruppo Movimento 5stelle consiglio regionale , tanto che ho voluto personalmente sottoscriverle. Si tratta di iniziative che tracciano l’inizio di un percorso nuovo, fondato sulla difesa concreta del diritto alla salute e sulla necessità di garantire dignità, tutele e pari diritti nel mondo del lavoro. Oggi più che mai è necessario riaffermare il valore di un Servizio Sanitario Nazionale realmente universalistico, accessibile a tutti e capace di rispondere ai bisogni delle persone, così come è indispensabile contrastare ogni forma di disparità sociale e salariale che troppo spesso si annida nel sistema degli appalti. Difendere la sanità pubblica e il lavoro dignitoso significa difendere la coesione sociale e il futuro delle nostre comunità».

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