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Chieti

Riforma degli istituti tecnici, Flc Cgil Chieti porta la vertenza in Prefettura

Chieti. Il Segretario Provinciale della FLC CGIL Chieti Antonio Lagatta e il funzionario Antonio D’Arcangelo hanno incontrato il Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino per sollecitare il Governo centrale a mettere al centro della discussione le richieste del sindacato sulla riforma dell’istruzione tecnica del secondo ciclo.

Al centro del confronto, la denuncia degli effetti devastanti dei nuovi quadri orario introdotti dalla riforma: una riduzione complessiva di 561 ore di insegnamenti disciplinari, 132 nel primo biennio, 198 nel secondo biennio, 231 nel quinto anno, sottratte alle materie di base e di indirizzo per alimentare una generica “quota del curricolo a disposizione della scuola”. Una scelta che si traduce in perdita secca di posti di lavoro e in un impoverimento dell’offerta formativa degli istituti tecnici.

La Flc Cgil Nazionale il 1° aprile 2026 ha proclamato lo stato di agitazione e il 7 maggio scorso ha indetto lo sciopero dell’intera giornata del personale scolastico,docente, ATA e dirigente, impegnato nei percorsi di istruzione tecnica. L’organizzazione sindacale ha già partecipato a tre incontri al Ministero del Lavoro nell’ambito delle procedure di raffreddamento previste. Nessuna proposta soddisfacente è emersa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

La recente circolare ministeriale di contenimento, limitata al solo anno scolastico 2026/27, è giudicata dal sindacato assolutamente insufficiente a risolvere il problema strutturale.

Al Prefetto D’Agostino è stato chiesto di farsi portavoce, per quanto di propria competenza, delle seguenti richieste: ritiro della riforma o, in subordine, rinvio della sua applicazione all’anno scolastico 2026/27; istituzione di una nuova commissione di studio con la partecipazione delle parti sociali; avvio di una fase di confronto approfondito con le organizzazioni sindacali.

“Abbiamo portato questa vertenza in Prefettura perché la situazione è seria e richiede attenzione a tutti i livelli istituzionali – hanno dichiarato Antonio Lagatta e Antonio D’Arcangelo , la riforma così com’è concepita colpisce i lavoratori della scuola e impoverisce la formazione dei nostri studenti. Non ci fermiamo.”

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