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Teramo

Capitale del libro, la candidatura di Teramo sbarca al Salone di Torino

Con il capoluogo altri diciannove comuni

Il libro e la lettura come strumenti di cambiamento culturale e di trasformazioni sociali ed economiche, in grado di attivare processi collettivi e coinvolgere tutta la società civile in un progetto di sviluppo del territorio che ruota intorno alla Cultura. Si muove su queste coordinate la candidatura di Teramo città capoluogo, in aggregazione con 19 comuni della provincia, a Capitale Italiana del Libro, che questa mattina ha avuto come vetrina d’eccezione lo stand della Regione Abruzzo al Salone del Libro di Torino.

A presentare il progetto il sindaco della città Gianguido D’Alberto al quale è arrivato l’appoggio dell’assessore Roberto Santangelo.

“Teramo ha scelto di fare del libro un valore di crescita, identità e sviluppo di un territorio – ha sottolineato l’assessore Santangelo– e ha avuto la capacità di mettere insieme 20 comuni di un territorio attivando un processo di confronto e ponendo al centro la cultura. La Giunta regionale ha intenzione di camminare al fianco del Comune di Teramo e dei promotori dell’iniziativa attivando tutte le procedure amministrative del caso. Siamo convinti che la candidatura di Teramo e del territorio di riferimento sia una candidatura che superi ampiamente gli ambiti locali, perché in caso di affermazione della proposta culturale non è Teramo ad aver vinto ma è la regione Abruzzo nella sua interezza, così come accaduto quando L’Aquila è stata indicata Capitale della cultura”.

Il concept alla base del progetto “Teramo e le sue Valli”, questo il “nome” della candidatura, si è concretizzato in un importante lavoro di coprogettazione che ha coinvolto oltre 80 soggetti tra operatori culturali, soggetti istituzionali, operatori economici, associazioni di categoria e realtà del territorio. La lettura come infrastruttura civile, destinata a incidere nel tempo sui meccanismi che hanno finora limitato lo sviluppo del territorio e contribuire concretamente a superarne l’isolamento.

Di “candidatura del territorio” ha parlato il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto che ha sottolineato come la comunità da tempo abbia puntato sulla cultura e sul libro come occasione diffusa di crescita con l’obiettivo di costruire un patrimonio condiviso e destinato a diventare strutturale, migliorando stabilmente la vita e le relazioni tra le persone. “In questa candidatura – ha proseguito il sindaco – c’è poi un ulteriore valore aggiunto: il rapporto tra il libro e la rinascita di un territorio che in questi anni ha dovuto affrontare prove durissime tra cui due sismi. In questa direzione il libro diventa un simbolo attivo di resilienza, rappresentando attraverso interventi strutturali un argine allo spopolamento, un’occasione di aggregazione, uno strumento per restituire centralità alle comunità”.

Un apporto importante alla candidatura è arrivato anche dalla biblioteca regionale “Melchiorre Delfico” di Teramo, che rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, e dal Polo museale la cui responsabile ha illustrato il processo con il quale è stata definita la candidatura di territorio, che ha visto un importante coinvolgimento delle strutture amministrative dei diversi comuni.

Questi i comuni promotori: Teramo (capofila), Civitella del Tronto, Campli, Nereto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso, Montorio al Vomano, Pineto, Sant’Egidio alla Vibrata, Silvi Marina, Sant’Omero, Giulianova, Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto, Roseto degli Abruzzi, Ancarano, Atri, Crognaleto, Corropoli. 

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