Alba Adriatica, tavolo concessioni demaniali. Anpit: il problema sta tutto nel metodo utilizzato

Alba Adriatica. Leonardo Giacomozzi, rappresentante dell’Anpit (Associazione nazionale per l’industria e il terziario), anche alla luce della discussione in atto sulla costituzione del tavolo consultivo in materia di concessioni demaniali, ha diffuso una nota.
Comunicato per replicare alle considerazioni effettuate dall’assessore comunale, Paolo Tribuiani, che parte da un assunto: le contestazioni dell’Anpit non sono di natura politica.
“Respingo con fermezza questa ricostruzione”, sottolinea Giacomozzi.
La questione è molto semplice: se il Comitato istituzionale e delle rappresentanze è realmente consultivo, aperto al confronto con imprese, operatori turistici e associazioni di categoria, allora non si comprende per quale motivo siano state coinvolte esclusivamente alcune associazioni:
• FIBA
• OBA
• Albatour
• Costa dei Parchi
• Sib Confocommercio
• CNA-FAB
e siano state escluse altre realtà associative che rappresentano imprese e operatori del territorio.
Il problema non è il carattere consultivo del Comitato.
Il problema è il metodo.
Perché quando un’amministrazione sceglie “chi può partecipare” e “chi no” su temi così delicati come il futuro delle concessioni demaniali marittime, il tema della trasparenza e dell’imparzialità diventa inevitabilmente centrale.
Ed è impossibile non evidenziare un ulteriore aspetto: i rappresentanti delle associazioni coinvolte risultano essere soggetti portatori anche di interessi diretti nel settore balneare.
Proprio per questo sarebbe stato doveroso garantire il massimo pluralismo, evitando l’impressione che il futuro della spiaggia venga discusso tra pochi soggetti “selezionati” che, oltre a rappresentare associazioni, sono anche direttamente interessati agli equilibri delle future concessioni.
È questo il punto politico e amministrativo che l’assessore continua ad evitare.
Perché davanti a osservazioni legittime sulla composizione del Comitato , la risposta non è stata quella di aprire il confronto, ma di rivendicare pubblicamente il principio del “invito chi dico io”.
Una frase che, detta da un assessore mentre si discute della gestione di un bene pubblico, è sinceramente grave.
Perché la spiaggia non è proprietà privata di nessuno e le istituzioni non dovrebbero funzionare sulla base delle simpatie personali o delle relazioni di vicinanza.
La spiaggia appartiene alla collettività.
E la collettività ha diritto a processi trasparenti, aperti e imparziali.
ANPIT ha avanzato contestazioni precise, legittime e fondate su principi di pluralismo, partecipazione e correttezza amministrativa.
Nessuno pretende corsie preferenziali o vantaggi.
Chiediamo semplicemente che il confronto sia realmente aperto, inclusivo e trasparente, senza organismi percepiti dai cittadini come commissioni “di parte”.
Le future gare saranno certamente pubbliche, come previsto dalla legge.
Ma la trasparenza non si misura soltanto nel momento finale della procedura: si misura anche nel percorso preparatorio, nei soggetti coinvolti e nella capacità dell’Amministrazione di garantire pari dignità a tutte le rappresentanze.
Ad Alba Adriatica i cittadini vogliono chiarezza, equilibrio e imparzialità.
E continueremo a chiederli con fermezza, nel rispetto delle istituzioni ma senza accettare narrazioni volte a delegittimare chi esercita legittimamente il diritto di critica e di partecipazione democratica”.



