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Pescara

Ricorso al Tar per i referendum contro la Nuova Pescara

Pescara. L’Associazione Nuova Pescara ha presentato un ricorso al Tar per chiedere l’annullamento dei referendum indetto dal comune di Spoltore sulla fusione con Pescara e Montesilvano.

Referendum bissato anche da Montesilvano, contro la nascita della Nuova Pescara decisa per legge dalla Regione proprio dopo un referendum popolare del 2014 e attesa per fine 2027.

“Il ricorso al Tar è un atto dovuto che abbiamo sostenuto come cittadini preoccupati per il tentativo da parte delle amministrazioni locali di sovvertire la volontà popolare e la legge, indicendo delle consultazioni prive dei requisiti legali che sono necessari per garantire la democrazia, non è paura di nuove consultazioni ma desiderio di correttezza”, afferma Marco Di Marzio, presidente del comitato Spoltore per la Nuova Pescara.

“Questi tentativi”, rimarca, “sono illegittimi perché l’ente locale non ha alcun modo di intervenire sulla legge regionale inoltre, a nostro avviso, non si svolgono nemmeno nelle stesse condizioni in quanto convocati in turni differiti su 2 soli comuni e non su tutti e 3. Questi referendum (su Spoltore e Montesilvano) sono un insulto ai cittadini che votarono nel 2014: sono accusati di aver votato in modo inconsapevole, dai proponenti di queste nuove fasulle consultazioni. Chi era inconsapevole era la politica: inconsapevole della ferrea volontà mostrata dai cittadini di andare avanti, e di proteggere quella che è la più grande opportunità di crescita del nostro territorio dal dopoguerra ad oggi”.

“Abbiamo il dovere morale di vigilare e di impedire quello che è un ennesimo tentativo di gettare fango e discredito sulla Nuova Pescara, la politica locale ha paura di perdere i privilegi acquisiti negli anni e per questo dal giorno dopo il voto ha gettato fango con fake news e manipolazione della realtà, osteggiando in
ogni modo il processo voluto dai cittadini”, conclude Di Marzio, non risparmiando una stoccata ai promotori dei nuovi referendum: “Cari amministratori, vi lamentate della mancanza di contenuti, ma evitate di dire che avete avuto un decennio per riempire il contenitore che vi è stato consegnato con la volontà espressa nel 2014: adesso basta! Non potevamo permettere questo ulteriore vilipendio alla volontà popolare. Se non siete in grado come avete dichiarato più volte, semplicemente abbiate l’onesta di farvi da parte e chiedete alla Regione di nominare un commissario ad acta per la fusione”.

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