
Pescara (4-3-2-1): Saio, Capellini, Altare, Bettella, Cagnano, Valzania, Brugman, Acampora, Olzer, Insigne, Di Nardo. In panchina: Brondbo, Profeta, Letizia, Gravillon, Oliveri, Corbo, Brandes, Meazzi, Graziani, Caligara, Berardi, D’Errico, Russo. Allenatore: Gorgone.
Sampdoria (4-3-3): Martinelli, Di Pardo, Albidgaard, Viti, Giordano, Conti, Esposito, Barak, Begic, Brunori, Pierini. In panchina: Ghidotti, Depaoli, Ferrari, Cicconi, Hadzikadunic, Palma, Riccio, Casalino, Ricci, Coda, Cherubini, Soleri. Allenatore: Lombardo
Reti: 43′ Di Nardo (rig), 81′ Conti, 92′ Depaoli
Arbitro: Marco Piccini di Forlì.
Cornice di pubblico eccezionale all’Adriatico, con 18mila spettatori accorsi a sospingere il Pescara nella delicata gara-salvezza contro la Sampdoria: tra questi anche Ciro Immobile. Gorgone sceglie Di Nardo, Olzer e Insigne per affrontare i blucerchiati.
Buona la partenza biancazzurra e al 25′ Di Nardo scuote la traversa: verticale morbida di Acampora, il centravanti svetta e sovrasta tutti sul limite piccolo ma la gira quasi con la spalla anziché incornare bene e prende il legno. I liguri si risvegliano dopo il rischio corso e reagiscono con un paio di sortite offensive: Saio, al 32′, esce a vuoto su un piazzato di Esposito ma Di Pardo non ne approfitta, sorpreso a sua volta dal regalo del portiere. Allo scadere della prima frazione di gioco, però, Insigne sale in cattedra sulla trequarti, invita Olzer verso la porta, Abildgaard interviene fallosamente e, dopo il controllo al Var, Piccinini assegna il rigore. Sul dischetto va prima Insigne, poi bacia la palla e la lascia a Di Nardo che trasforma per il vantaggio biancazzurro prima dell’intervallo.
Al rientro in campo, la Sampdoria cerca di rimettere subito le cose in pari: Cherubini, appena entrato al 54′, ruba palla sulla trequarti a un ingenuo Valzania e spara lesto dal limite, con la palla che esce di un soffio. Cherubini si ripresenta pericolosamente davanti a Saio al 62′, stavolta incornando sul cross di Begig dopo aver sovrastato Cagnano: palla fuori di altrettanto poco. Gorgone avverte che cedere il possesso agli avversari comporta troppo rischio e rialza il baricentro inserendo anche Meazzi. Ed è lui, al 73′, ad andare, grazie alla ripartenza di Brugman e Di Nardo, al tiro in corsa dall’ingresso dell’area, rinunciando all’affondo nella prateria: tiro sballato. Ma l’uomo più pericoloso del secondo tempo è Begig, che all’81 supera in ruleta Brugman e innesca un triangolo micidiale in area, concluso con il tap-in in porta di Conti per il pareggio della Sampdoria. Il Delfino si sbilancia per riprendere il vantaggio e presta il fianco al contropiede di Brunori, chiuso in extremis da Saio e Capellini. Il forcing finale della squadra di Gorgone è troppo disordinato e continua a lasciare corridoi agli ospiti, così, al 92′, Letizia perde palla, Cherubini la prende e scappa sulla sinistra, mette a sedere Brugman, sventaglia d’esterno in area e Depaoli la mette in porta con il petto. Pescara beffato allo scadere, la Samp prende anche un palo con Brunori prima del triplice fischio.
Sciupata un’occasione massiccia per gli abruzzesi che si complicano la vita e la classifica, con sole 4 partite alla fine della stagione: la salvezza è sempre più lontana sull’orizzonte del Delfino.



