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Serie D, il Teramo ritrova sé stesso contro L’Aquila (1-3)

L'Ancona pareggia con il Sora, fondamentale il recupero contro l'Ostiamare

Un successo di importanza capitale per la corsa promozione, a distanza di un mese dall’ultimo. Il Teramo batte L’Aquila 3-1, vittoria che mancava in casa dei rossoblù da 23 anni e che arriva forse nel momento più complicato della stagione per i biancorossi. L’Aquila subisce il vantaggio ospite e riacciuffa il risultato nel primo tempo, ma poi, col Teramo che si porta di nuovo avanti, non riesce a dare concretezza alla propria azione. 

Nella gara degli ex, undici in totale da una parte e dall’altra, L’Aquila si veste in versione Senigallia e conferma la difesa a quattro con Tavcar che va in panchina, mentre il Teramo sposta Carpani più avanti per inserire Angiulli accanto a Borgarello, con Torregiani che torna titolare a due mesi dall’infortunio. 

Con Sereni a farne le spese, nelle intenzioni i biancorossi sono così più coperti in fase di non possesso. Un quarto d’ora di studio e poi azione dalla sinistra sviluppata da Njambe, che passa dai piedi di Pavone e l’assist, comodo comodo per Salustri, che tutto solo non deve fare altro che appoggiare il pallone in rete per il vantaggio biancorosso. 

L’Aquila con pazienza guadagna terreno e trova prima della mezz’ora la rete del pari: da una respinta di Alessandretti, Pandolfi raccoglie il pallone e non ci pensa su nel scaricarlo di potenza e precisione alle spalle di Torregiani.

I rossoblù si fanno preferire per possesso, anche se al 31’, su cross di Salustri, Pietrantonio prova una torre disinnescata dalla difesa di casa. Qualche secondo dopo a provarci è De Grazia, che cerca Sparacello, ma non lo trova. 

Il Teramo torna in campo con la volontà di fare la partita e il nuovo vantaggio arriva dopo nove minuti: Konate svirgola suo malgrado un pallone che finisce dalle parti di Salustri, che si libera bene per doppietta personale e nuovo vantaggio biancorosso. Chianese cambia subito facendo entrare Tourè, Vecchione e Carella per Konate, Mantini e De Grazia, varando una formazione più offensiva per rimettersi in carreggiata.

L’Aquila gestisce il pallone e, al minuto 19, Sparacello invita alla parata Torregiani con una conclusione dal limite. Il primo cambio di Pomante è quello di Sereni per Pavone ma prima il direttore di gara punisce con il rosso diretto Ruggiero, che si stava scaldando a bordo campo e spintona Salustri. Prima della mezz’ora Pomante si copre di più con l’inserimento di Della Quercia per Angiulli, subito protagonista al 35’ sul tentativo di Carella murato in area di rigore dal giocatore biancorosso. 

Incredibile l’occasione che capita a Di Renzo al 41’: Torregiani scivola sul limite dell’area prima di poter afferrare il pallone, Di Renzo se ne accorge tardi e la deviazione da posizione defilata trova solo l’esterno della rete. 

La gara si chiude nel recupero: in ripartenza l’assist di Sereni premia la conclusione dal limite di Carpani, dalla stessa zolla di Pandolfi, per il 3-1 finale al Gran Sasso. I biancorossi fanno festa con i quasi 600 giunti da Teramo e torneranno in campo mercoledì per il secondo tempo contro l’Ostiamare, momento fondamentale in ottica Serie C visto il pareggio dell’Ancona contro il Sora.

L’Aquila incappa invece nel secondo ko di fila in casa e guarda ora alla trasferta contro il Fossombrone. 

L’AQUILA-TERAMO 1-3

L’Aquila (4-3-3): Michielin; Cioffredi, Tomas, Brunetti, Trifelli; Mantini (11’st Carella), Pandolfi, Konate (11’st Vecchione); De Grazia (11’st Tourè), Di Renzo, Sparacello. A disp.: Zandri, Tavcar, Lombardi, Bellardinelli, Ruggiero, Scimia. All.: Chianese.

Teramo (3-4-2-1): Torregiani; Botrini, Alessandretti, Bruni; Salustri (29’st Kunze), Angiulli (28’st Della Quercia), Borgarello, Pietrantonio; Pavone (23’st Sereni), Carpani; Njambe (41’st Persano). A disp.: Grillo, Cipolletti, Sereni, Costanzi, Maiga Silvestri, Quieti. All.: Pomante.

Arbitro: Isoardi di Cuneo

Reti: 15’pt e 9’st Salustri; 29’pt Pandolfi; 49’st Carpani.

Note: spettatori 2100 (588 ospiti); ammoniti Borgarello, Sparacello, Cioffredi; recuperi 1’ e 6’. 

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