
Abruzzo. Sono 91.170 i residenti stranieri in Abruzzo al 31 dicembre 2024, pari al 7,2% della popolazione regionale, in aumento rispetto agli 85.828 registrati nel 2023.
Il dato emerge dal Dossier statistico immigrazione 2025, presentato questa mattina all’Università dell’Aquila.
A illustrare il focus abruzzese è stato Luigi Gaffuri, docente di Geografia umana all’Università dell’Aquila e redattore del rapporto regionale, che ha richiamato il carattere ormai strutturale del fenomeno migratorio.
“Non si può più pensare a una presenza marginale”, ha osservato.
Secondo il dossier, la provincia con il numero più alto di residenti stranieri è L’Aquila con 25.539 presenze, seguita da Teramo con 25.330, Chieti con 22.016 e Pescara con 18.285. In termini percentuali, l’incidenza maggiore si registra ancora nella provincia dell’Aquila, dove i residenti stranieri rappresentano l’8,9% della popolazione.
Gaffuri ha evidenziato anche il profilo demografico della presenza migrante. “È una popolazione molto più giovane di quella locale”. In Abruzzo i minori stranieri sono il 17,8% del totale, mentre il 9,9% dei nuovi nati ha genitori stranieri. Sul fronte scolastico, gli studenti stranieri sono 14.712 e, di questi, il 57,3% è nato in Italia. “Vivono con i nostri figli, fanno la scuola insieme”, ha detto Gaffuri. Tra le comunità più numerose figurano quella romena, con 21.537 residenti, l’albanese con 10.962, la marocchina con 8.165, l’ucraina con 4.867 e la cinese con 3.851.
Sul piano economico, gli occupati stranieri sono 38.900, con una presenza rilevante soprattutto in agricoltura, industria, servizi e lavoro domestico. Le imprese condotte da nati all’estero sono 14.789. “È una cosa molto positiva”, ha aggiunto Gaffuri riferendosi anche al percorso di radicamento e integrazione che negli anni ha accompagnato migliaia di acquisizioni di cittadinanza italiana.



