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Teramo

Alba Adriatica, avviso per il verde pubblico: il procedimento finisce nel mirino

Alba Adriatica. Nel mirino di chi ha posizioni decisamente critiche sull’operato dell’amministrazione civica finisce un recente avviso di manifestazione di interesse finalizzato all’individuazione di operatori economici da invitare poi ad una procedura di negoziata del verde pubblico urbano per l’anno in corso. L’appalto prevede un importo di oltre 112mila euro.

E a porre alcune riflessioni in ordine alla corretta programmazione amministrativa e del rispetto dei principi che governano gli affidamenti pubblici è Alessia Moscardelli, commissario cittadino della Lega.
“Il primo elemento che suscita evidenti perplessità riguarda la tempistica della procedura”, sottolinea Alessia Moscardelli. “Il servizio oggetto dell’affidamento è espressamente riferito all’intero anno 2026, ma l’avviso esplorativo è stato pubblicato soltanto il 4 marzo. In termini concreti ciò significa che, anche nella più rapida delle ipotesi procedurali, l’individuazione dell’operatore economico e la stipula del contratto potranno intervenire solo quando una parte significativa dell’anno è già trascorsa.

Tale circostanza assume un rilievo ancora maggiore se si considera la natura turistica del Comune di Alba Adriatica. La pubblicazione dell’avviso a marzo evidenzia un ritardo difficilmente giustificabile nella programmazione di un servizio essenziale per il decoro urbano e per l’immagine della città. È noto infatti che, nelle località costiere, le attività di manutenzione del verde devono essere pianificate con largo anticipo rispetto all’inizio della stagione primaverile e, soprattutto, in vista delle festività pasquali che tradizionalmente segnano l’avvio del periodo di maggiore afflusso turistico.

Programmare la procedura solo nel mese di marzo significa, di fatto, arrivare a ridosso di una fase dell’anno in cui la cura del verde urbano dovrebbe già essere pienamente operativa. La circostanza pone quindi un interrogativo non secondario sull’operato del responsabile dell’ufficio competente, chiamato istituzionalmente a garantire una programmazione tempestiva e adeguata di servizi che incidono direttamente sul decoro della città e sulla percezione che visitatori e cittadini hanno degli spazi pubblici.

Il ritardo nella programmazione non presenta soltanto profili organizzativi o amministrativi, ma può incidere anche sulla corretta gestione del patrimonio arboreo comunale. È noto infatti che molte operazioni di manutenzione, in particolare gli interventi di potatura o di contenimento della chioma, devono essere eseguite in specifici periodi dell’anno, compatibili con i cicli vegetativi delle specie arboree e con le buone pratiche agronomiche. L’avvio tardivo della procedura di affidamento rischia quindi di comprimere le finestre temporali utili per l’esecuzione di tali interventi, con il possibile effetto di determinare operazioni effettuate fuori stagione oppure di rinviare attività manutentive necessarie”.

Un simile scenario potrebbe tradursi in un potenziale danno per il patrimonio arboreo cittadino, che rappresenta un bene pubblico di particolare valore ambientale e paesaggistico. Il tema assume peraltro una rilevanza ancora maggiore se si considera che, negli ultimi anni, il patrimonio verde della città è già stato oggetto di significative riduzioni a seguito di interventi amministrativi che hanno suscitato diffuse critiche e perplessità nella popolazione”.

Altro appunto. “Un secondo profilo di criticità riguarda il termine concesso per la presentazione delle manifestazioni di interesse. Gli operatori economici interessati devono trasmettere la propria candidatura entro le ore 23:59 del 20 marzo 2026 tramite posta elettronica certificata”, aggiunge.

Tra la data di pubblicazione dell’avviso e la scadenza decorrono quindi sedici giorni complessivi, all’interno dei quali ricadono due fine settimana. In termini di giorni lavorativi effettivi, il tempo a disposizione degli operatori si riduce a poco più di una decina di giorni.

È noto che, nelle procedure negoziate sotto soglia disciplinate dal Codice dei contratti pubblici, la normativa non impone un termine minimo rigido per le indagini di mercato. Tuttavia tali procedure devono comunque rispettare i principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento. Un termine particolarmente ristretto rischia di comprimere la platea dei potenziali partecipanti e di limitare l’effettiva apertura del mercato.

La questione assume ulteriore rilievo se si considera che la successiva procedura di gara sarà svolta attraverso la piattaforma telematica MEPA. L’avviso invita infatti gli operatori economici non ancora registrati ad abilitarsi tempestivamente al sistema.

Come noto agli operatori del settore, la registrazione e l’abilitazione alla piattaforma possono richiedere diversi adempimenti amministrativi e non sempre si concludono in tempi immediati. Anche sotto questo profilo, dunque, il termine complessivo previsto dall’avviso appare piuttosto contenuto.

Un ulteriore elemento che merita attenzione riguarda la struttura economica dell’appalto. L’importo complessivo di 112.678,65 euro risulta composto per oltre la metà da costi della manodopera non soggetti a ribasso, pari a 58.196,28 euro, ai quali si aggiungono gli oneri di sicurezza anch’essi non ribassabili.

In termini sostanziali, la quota realmente oggetto di competizione economica tra gli operatori risulta quindi limitata. Si tratta di una scelta coerente con la normativa che tutela il costo del lavoro, ma che nella concreta dinamica della gara riduce sensibilmente lo spazio di competizione sul prezzo.

L’avviso prevede inoltre la possibilità per l’amministrazione di richiedere nel corso dell’appalto ulteriori prestazioni integrative – come potature straordinarie, nuovi sfalci o interventi di ripristino di aree verdi – che verranno contabilizzate a misura sulla base del prezzario Assoverde 2025, applicando il ribasso offerto in gara. Tali prestazioni potranno essere disposte fino alla concorrenza dell’importo massimo contrattuale senza la necessità di avviare una nuova procedura di affidamento.

Nel loro insieme, questi elementi non consentono di formulare giudizi definitivi sulla legittimità della procedura, ma delineano un quadro che pone alcune domande sulla pianificazione del servizio e sull’effettiva apertura della procedura alla partecipazione degli operatori economici.

Domande che, in un settore delicato come la manutenzione del verde pubblico – particolarmente rilevante per una città turistica – meritano risposte chiare e trasparenti nell’interesse dell’amministrazione e della collettività”.

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