
Pescara. Confartigianato Imprese Pescara, Confcommercio Pescara, Confesercenti Provinciale Pescara e Cna Associazione Provinciale di Pescara intervengono sul Piano di Risanamento Acustico del Centro Storico di Pescara Vecchia, approvato in via definitiva dal Consiglio comunale il 7 gennaio 2026, con una serie di osservazioni puntuali che “mirano a correggere criticità evidenti e a tutelare le attività economiche dell’area”.
“Il centro storico”, affermano le associazioni di categoria, “rappresenta uno dei principali poli di attrazione della città, con decine di imprese che operano nel rispetto delle regole e garantiscono occupazione, servizi e presidio urbano. Le misure contenute nel Piano, così come formulate, rischiano però di creare incertezza normativa e di bloccare il normale ricambio delle attività, con effetti concreti su investimenti e continuità aziendale. In particolare, nelle disposizioni relative alle nuove Scia per trattenimento musicale o spettacolo e ai criteri per il rilascio di nuove licenze, non viene chiarito che tali limitazioni debbano riguardare esclusivamente le nuove domande. È necessario specificare in modo espresso che restano esclusi i subentri, le volture, le cessioni e gli affitti di ramo d’azienda riferiti a esercizi già autorizzati alla data del 7 gennaio 2026. In assenza di questa precisazione, si introdurrebbe di fatto un vincolo che penalizza il passaggio di gestione e compromette il valore delle imprese esistenti”.
Si propone, inoltre “di integrare il Piano prevedendo la possibilità di organizzare eventi collettivi temporanei in deroga – culturali, musicali, enogastronomici e di promozione del territorio – in misura contenuta e con limite orario alle 23:00: due eventi nel mese di giugno, due a luglio, due ad agosto e due nel periodo compreso tra l’8 dicembre e il 6 gennaio. Una proposta equilibrata che consente di programmare iniziative di qualità senza incidere in modo eccessivo sulla vivibilità”.
Evidenziata anche “l’incoerenza dell’intervento che limita i pubblici spettacoli oltre le 200 persone, non tenendo conto che gli esercizi in possesso delle autorizzazioni previste dagli articoli 68 e 80 del Tulps sono già legittimati a svolgerli secondo la normativa vigente. Una previsione in contrasto con la legge non può trovare applicazione e va eliminata”.
Per quanto riguarda le aree esterne, per le associazioni datoriali “la dicitura ‘sospendere la somministrazione’ deve essere chiarita, precisando che si tratta di una limitazione riferita agli orari massimi consentiti e non di una interdizione generalizzata degli spazi regolarmente autorizzati. Analogamente, il termine “scadenza” deve essere ricondotto alla fine dell’orario fissato per la somministrazione all’aperto sui tavoli in occupazione di suolo pubblico”.
Ulteriori criticità riguardano “l’installazione dei fonometri, per la quale non sono stati indicati criteri oggettivi in grado di garantire una copertura effettiva dell’intera zona e la distinzione tra diverse sorgenti sonore, dal rumore antropico alla musica, fino ai servizi di raccolta rifiuti”.
Particolare preoccupazione destano, infine, gli interventi che prevedono sistemi di rilevazione e trattamento dei dati “senza alcuna indicazione sulle modalità operative, sulle finalità, sui tempi di conservazione e sulle garanzie a tutela della privacy previste dal Regolamento UE 2016/679. In assenza di un regolamento specifico sulla gestione e protezione dei dati personali, tali misure risultano prive dei presupposti necessari e devono essere conseguentemente eliminate, così come gli interventi ad esse collegati”.
“Le attività di Pescara Vecchia – sottolineano i presidenti delle quattro associazioni (Davide Daventura per Confartigianato, Riccardo Padovano per Confcommercio, Marina Dolci per Confesercenti e Linda D’Agostino per Cna) – non possono essere considerate un problema da comprimere, ma una componente essenziale della vita economica e sociale cittadina. Servono regole chiare, coerenti con la normativa vigente e sostenibili per chi lavora ogni giorno nel centro storico. Le osservazioni presentate vanno in questa direzione: garantire equilibrio tra tutela della quiete pubblica e diritto d’impresa, senza misure che rischiano di indebolire un intero comparto”.



