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Pescara

Omicidio Crox, per i giudici i calci e gli sputi sul cadavere non rappresentano crudeltà

Pescara. Coltellate a raffica, calci in faccia e sputi sul corpo già senza vita, ma “”non sono finalizzati a procurare un male aggiuntivo”.

Sono queste le motivazioni per cui la la Corte d’Appello dell’Aquila ha escluso l’aggravante della crudeltà per uno dei due imputati per l’omicidio di Christopher Thomas Luciani, detto Crox, 16enne ucciso da due coetanei nel parco Baden Powell di Pescara nell’estate del 2024.

I due giovani sono stati condannati in primo grado a marzo 2025, ma la sentenza è stata riformata lo scorso novembre, riducendo le pene da 19 anni e 4 mesi a 16 anni, per uno dei due, e da 16 a 14 anni per l’altro.

Esclusa, quindi, l’aggravante della crudeltà, come si legge nelle motivazioni della sentenza di secondo grado depositate ieri, che parlano di “azioni violente, convulse, incontrollate, ma non vogliono causare a Thomas, inerme, a terra, sofferenze eccedenti”.

Per i giudici della Corte d’Appello, a spingere uno dei due giovani a prendere a calci la loro vittima, nonostante fosse evidentemente esanime, stesa in terra dopo essere stata raggiunta da decine di coltellate, sarebbe stata la sua situazione psichica e lo scarso controllo degli impulsi. La Corte, però, parla di difficoltà psicologiche, seppur non riconosciute come patologia.

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