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Teramo

Salpa a Roseto, stato di agitazione: blocco degli straordinari e di flessibilità

Roseto. Le lavoratrici e i lavoratori della Salpa riuniti in assemblea in data 28 gennaio hanno deciso, unitamente alla RSU e alle segreterie di Fai Cisl e Flai Cgil di proclamare lo stato di agitazione.

Siamo di fronte a un atteggiamento aziendale che non esitiamo a definire vessatorio. Da novembre assistiamo a una palese violazione degli accordi pregressi (dal verbale del 2014, all’accordo del 2015 e del 2018) e delle prassi consolidate negli ultimi 11 anni.
L’azienda sta frammentando i contratti degli stagionali arrivando a proporre durate ridicole anche di una sola settimana.
Fino a ieri, a prescindere dai mesi lavorati, la dignità del lavoro era garantita da contratti di almeno 2 o 3 mesi. Oggi, con contratti “a singhiozzo”, si impedisce alle persone di organizzare la propria vita e quella delle proprie famiglie.
“Già a novembre con 100 lavoratori in presidio sotto Confindustria avevamo chiesto rispetto: contratti più lunghi, tempi di richiamata certi e tutele per chi non ha garanzie”, si legge in una nota. “Da gennaio, l’azienda è tornata al tavolo chiedendo ancora di più: flessibilità estrema, domeniche obbligatorie e mano libera sulla durata minima dei contratti senza offrire nessuna tutela in cambio.

Le nostre richieste sono state chiare: stabilità per i “lavoratori new” con la garanzia degli 8 mesi lavorativi
attraverso il meccanismo dei bacini, rinnovo dell’integrativo aziendale scaduto da ben 14 anni con l’apertura immediata del tavolo e anticipazione di misure economiche fino al riconoscimento delle professionalità dato che in Salpa ci sono competenze formate in anni di lavoro che non vedono riconosciuta alcuna tutela.

Nell’ultima riunione l’azienda ha fatto un passo indietro sulle domeniche obbligatorie ma ha tentato un ricatto inaccettabile:
ripristinare i contratti di 2/3 mesi per alcuni, a patto di accettare una quota di contratti brevissimi per altri. Non possiamo accettare
di dividere i lavoratori tra “garantiti” e “precari a vita”.

Per queste ragioni abbiamo deciso di proclamare lo stato di agitazione e a partire da subito scatta il blocco totale del lavoro straordinario quindi i lavoratori si asterranno da qualsiasi prestazione lavorativa oltre il normale orario contrattuale (inclusi sabati in confezione per preparazione delle linee per la settimana successiva e domeniche in produzione per il lavaggio e la preparazione linee per la settimana successiva) e il blocco della flessibilità ossia il rigoroso rispetto delle mansioni e degli orari assegnati.

Non si accetteranno cambi turno improvvisi, spostamenti di reparto non concordati o variazioni dell’orario di lavoro per esigenze aziendali dell’ultimo minuto. Si lavora secondo le regole, senza “favori” a un’azienda che non rispetta i lavoratori. Se l’azienda non mostrerà una reale apertura verso la stabilità lavorativa e il rinnovo del contratto ci riserviamo di assumere ulteriori e più incisive iniziative di lotta a tutela dei diritti di tutte e tutti. La dignità, la stabilità e i diritti non sono in vendita.

 

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