L’assessore Verì convoca le associazioni dei familiari per la reumatologia pediatrica di Chieti

Pescara. Un tavolo tecnico, affidato ai competenti Servizi del Dipartimento Sanità e all’Agenzia Sanitaria Regionale, per arrivare alla costituzione di un ambulatorio “di transizione” che possa accompagnare i giovani pazienti della reumatologia pediatrica dell’ospedale di Chieti alla successiva presa in carico da parte delle strutture che assistono i pazienti adulti.
E’ l’obiettivo concordato questa mattina a Pescara, nel corso della riunione convocata dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni Arara (il vicepresidente Filippo Paradiso, Sara Perna e Federica Evangelista) e Anmar (la presidente nazionale Silvia Toniolo, la vicepresidente nazionale Fiorella Padovani e la referente regionale Arianna Faniuli).
Un momento di ascolto e confronto, per raccogliere le istanze delle associazioni dei familiari e trasferirle al Dipartimento, cui spetterà verificare la possibilità di attivare un percorso dedicato, in linea con gli strumenti normativi e programmatori vigenti.
“Il traguardo a cui puntiamo – ha spiegato l’assessore – è l’attivazione di uno specifico ambulatorio, che garantisca l’aderenza terapeutica e la continuità assistenziale a questi ragazzi senza disagi di alcun tipo, attraverso un setting dedicato e adeguato nel quale saranno coinvolti sia i clinici dell’attività pediatrica, sia quelli dell’età adulta. Il tutto per assicurare, come auspicato dalle associazioni, un passaggio graduale e concordato tra le due cliniche”.
Ogni anno, la problematica del passaggio tra la presa in carico pediatrica e quella dell’età adulta, riguarda tra i 30 e i 50 pazienti in cura alla reumatologia pediatrica del policlinico di Chieti.
“Puntiamo – conclude la Verì – ad un percorso condiviso tra strutture sanitarie e associazioni dei familiari, attraverso non solo lo scambio di informazioni riguardanti la storia clinica del paziente, ma anche implementando il necessario supporto psicologico sia ai ragazzi che ai loro caregiver”.



