Nuovo piano demaniale di Roseto, famiglie con disabilità chiedono partecipazione alle decisioni
E propongono di ispirarsi alla Puglia per una spiaggia realmente accessibile

Roseto degli Abruzzi. In occasione dell’incontro pubblico dedicato al nuovo Piano Demaniale Marittimo, il Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità (CONFAD) attraverso i referenti regionali Federico Di Felice Di Michele e Sabrina Angelini ha espresso una posizione netta e articolata sul tema dei diritti delle persone con disabilità e in particolare, dei disabili gravi.
“L’impegno che chiediamo è rivolto alla realizzazione di una spiaggia che oggi non esiste sul territorio abruzzese: che va oltre a quanto già previsto dalla normativa in materia ovvero Legge 104/1992 – art. 23 e al D.M. 236/1989″.
“Un modello ispirato al progetto “Io Posso”, già attivo in Puglia, nel Salento, in località come San Foca, Gallipoli, Porto Cesareo e Torre Lapillo, dove è garantito l’accesso gratuito e sicuro al mare anche a persone con disabilità gravi, attraverso postazioni attrezzate per disabili gravi, portatori di tracheo o PEG, macchinari salvavita per backup di ventilazione e aspirazione, ausili specifici per la balneazione (non solo J.O.B.), sollevatori dedicati all’ambiente spiaggia, coordinamento con strutture ricettive e trasporti, mappatura in braille, presenza di personale socio-sanitario e operatori socio-educativi che garantiscono vero supporto al caregiver e alla persona con disabilità sin dal momento dell’accoglienza. La spiaggia dovrà assumere il ruolo di capofila nel settore lavorativo balneare per la promozione di opportunità occupazionali per persone con disabilità. Un esempio concreto, virtuoso e replicabile di civiltà e rispetto della dignità umana che il nostro territorio deve assumere come riferimento”.
E ancora: “Apprezziamo la volontà dell’amministratore comunale di Roseto degli Abruzzi di prevedere questa novità all’interno del nuovo Piano Demaniale: questo rappresenta un primo passo di vera responsabilità, non una semplice possibilità politica.
È importante chiarire che spiagge attrezzate a questo livello specifico, tecnico, medico e assistenziale non hanno nulla a che vedere con la ghettizzazione, ma rappresentano un’opportunità unica e concreta per le persone con disabilità grave, un’opportunità che oggi non esiste sul nostro territorio”.
“Le famiglie non chiedono sperimentazioni astratte, ma servizi assistenziali specializzati, perché stiamo parlando di persone che necessitano, anche in spiaggia, di personale tecnico, medico e assistenziale di alto livello, oggi purtroppo assente. Questa spiaggia altamente attrezzata e specializzata dovrà essere un ambiente virtuoso per tutti, aperto e condiviso, e rappresentare una dimostrazione concreta di maturità civile”.
“Chi non ha una disabilità dovrebbe avere il senso morale di non evitare una spiaggia per la presenza di persone con disabilità gravi: non è la spiaggia a ghettizzare, bensì chi ragiona in questo modo, generando esclusione e ignorando deliberatamente il bisogno di servizi tecnici e specializzati necessari alla persona con disabilità e al caregiver.
Per tali ragioni si chiede all’amministrazione comunale di Roseto degli Abruzzi che ogni intervento, progettualità e bando relativo a questa spiaggia sia preventivamente condivisa e approvata dai caregiver di persone con disabilità gravi, poiché solo chi ne accompagna quotidianamente l’esperienza è in grado di individuare con precisione i bisogni necessari a garantire sicurezza e dignità nella fruizione della spiaggia”.
“Senza questo livello di attenzione tecnica e sanitaria, non si può parlare di diritti realmente garantiti”, concludono Federico Di Felice Di Michele e Sabrina Angelini.


